Dal 1935 al 1988

Nel 1935 si apre una nuova fase nella presidenza e nella direzione del Ricovero dei Vecchi.
Clateo Castellini, fondatore e primo presidente morì e lasciò l'incarico a suo figlio Nicostrato, detto Nico. Egli orientò la sua azione a favorire lo sviluppo ed il potenziamento dell'Istituzione con prudenti criteri di economia, sobrietà e dignità.
Durante la sua presidenza venne portato a termine il compimento del Padiglione Cronici da quaranta posti letto e dato inizio all'ammodernamento dei servizi. Per poter soddisfare le richieste di ricovero vennero studiati tutti gli accorgimenti tendenti a consentire, sia pure in via provvisoria, di ospitare un maggior numero di ospiti.
Allo scopo di fornire ai ricoverati, specialmente di sesso maschile, la possibilità di occupare il tempo con lavori leggeri in modo da ridare ad essi fiducia nella vita, Nico Castellini appoggiò con entusiasmo la proposta di creare un'azienda agricola. Venne quindi acquistato il terreno sottostante, costruita la stalla e dato inizio a quell'azienda che oltre a sollevare il morale dei ricoverati procurava alla casa latte, uova, pollame e carne suina.
Il periodo bellico pose la vita dell'Istituzione in gravi disagi economici, i generi alimentari razionati scarseggiano fino a scomparire quasi totalmente.
Solo l'esercizio 1946 segnò una debole ripresa e si raggiunse la piena normalità finanziaria ed economica solo nel 1949, data che segna l'inizio di uno sviluppo verso mete più ampie, in sintonia con la genuina forza di ricostruzione in altri campi, politico, sociale, economico.
Sono gli anni cinquanta e sessanta, infatti, che determinarono un ammodernamento, prima con la creazione di un Pensionato e successivamente, agli inizi degli anni sessanta con l'ambizioso progetto per la costruzione della nuova Casa.
Il presidente Nico Castellini che per oltre venticinque anni guidò con attenzione e oculata programmazione le sorti dell'Istituzione morì nel 1960 e lasciò l'incarico al figlio Antonio.
Questi confermava la promessa di continuare l'opera dei suoi predecessori, certo di agire in onore alla loro memoria dedicando attenzione all'ammodernamento della Casa ed al suo ulteriore sviluppo.
Affiancato dall'allora prevosto dottor Arturo Giovenzana e dall'infaticabile ragioniere Giovanni Battista Marchesi si realizzò a partire dal 1963 un radicale cambiamento strutturale e si pose come opera rinnovatrice la costruzione della nuova Casa di Riposo. Il motivo fondamentale di questa scelta si può individuare nelle richieste di ricovero sempre più numerose. Fu necessaria, quindi, la creazione di un ambiente completo di moderne attrezzature e da tempo studiato per eliminare i vecchi edifici, senza rinnegare il glorioso passato, ma trarre da questo ammaestramento per l'avvio di un più moderno e razionale sistema di assistenza.
Tutto il complesso iniziato nel 1966 su progetti dell'architetto Gianluigi Sala fu inaugurato nell'ottobre 1968. La nuova Istituzione si concretizzò su oltre 40.000 metri quadrati mediante l'acquisto di vicine proprietà, il nuovo edificio monoblocco poté ospitare 380 posti letto completo di tutti i servizi igienici e sanitari cucina lavanderia guardaroba e stireria. Dal 1968 lo scopo istituzionale prevalente della Casa di Riposo di Melegnano è sempre stata l'ospitalità e la cura di ammalati cronici che negli ultimi anni rappresentano il 90% dei ricoverati.
E' per questo che nell'ultimo ventennio di attività l'amministrazione ha continuamente ricercato compatibilmente con i mezzi disponibili, un miglioramento del servizio attraverso l'assunzione e la formazione di nuovo personale di assistenza (pressoché raddoppiato nell'ultimo decennio) una più articolata organizzazione del servizio stesso, nonché l'ammodernamento degli impianti e delle attrezzature.