Dal 1894 al 1934

Melegnano alla fine ottocento aveva, come nella maggior parte delle città dell'Italia del Nord, un'attività economica in espansione. L'ingrandimento dei mercati, i nuovi collegamenti e l'ampliamento dei trasporti determinarono nella seconda metà dell'ottocento un considerevole sviluppo industriale ed ingrandirono l'importanza di Melegnano come centro di convergenza dei comuni e delle frazioni limitrofe.
Nel periodo post risorgimentale emersero a Melegnano opere sociali di primaria importanza, frutto della generosa iniziativa privata di alcuni benemeriti cittadini: l'Opedale Predabissi, inaugurato nel 1873, l'Asilo Trombini aperto nel 1887, e successivamente agli inizi del secolo l'Asilo Sociale, attualmente Scuola Sociale.La felice intuizione dell'ingegner Clateo Castellini, rappresentante di una borghesia attenta ai bisogni primari di assistenza e del preposto parroco, don Enrico Orsenigo, permisero nel lontano 1894 di dare il primo impulso e di erigere presso la località detta del Castellazzo in via Cavour a Melegnano una Casa della Provvidenza per poveri Vecchi, primo nucleo di quello che successivamente verrà chiamato Ricovero dei Vecchi di Melegnano.
Un'iniziativa laica e religiosa, un binomio che si rese subito disponibile all'esecuzione dell'opera: Clateo Castellini, offrendo sede e mezzi finanziari e il prevosto don Enrico sostenendo l'iniziativa privata e fondandola sulla certezza dell'aiuto delle famiglie melegnanesi, ricche di fervore e di sentimenti cristiani.
I primi stabili della Casa della Provvidenza erano situati in un angolo silenzioso, sereno e di vasto respiro naturale. Le abitazioni in via Cavour, popolate da famiglie di una certa agiatezza, erano la cornice della sede dove i vecchi, ospiti della Casa, vivevano l'ultima giornata terrena.
Le case addossate alla strada, avevano alle spalle verdi appezzamenti , folti alberi, terra fertile lambita ad est dalle chiare e pescose acque del fiume Lambro.Lo stabile era dotato di una grande corte civile, con una pompa per l'acqua. Annesso al caseggiato si diede ordine ad un terreno coltivabile a verdura e con qualche filare di vite.
Furono accolte subito dodici vecchie ed appena il locale fu adattato per gli uomini i ricoverati salirono a ventiquattro. L'assistenza fu in un primo tempo affidata a persone volonterose, poi a quattro suore dell'Istituto Bersani Dossena di Lodi coadiuvate da due inservienti laiche.Nel 1907 l'ing. Castellini, affinché l'istituzione assumesse una forma giuridica stabile e venisse eretta in Ente Morale, donò tutti i fabbricati di sua proprietà posti in via Cavour con annesso cortili, ortaglie e passeggiate annesse al ricovero. L'erezione in Ente Morale avvenne nel maggio del 1911 e richiese subito l'approvazione di uno statuto.
L'attività, pur con mille accorgimenti e mezzi di fortuna, dette agli ospiti un'accoglienza serena e umana, le donne, talvolta abbandonate nella loro anzianità, anche perché colpite da infermità mentali o fisiche, ritrovavano una vita di comunità.
Una delle personalità più eminenti della comunità melegnanese, Pellegrino Origoni (1868 - 1934) fu scelto come primo segretario del Ricovero dei Vecchi, una carica che tenne a titolo gratuito per venticinque anni. I suoi legami e impegni con L'Amministrazione comunale e con la Parrocchia furono preziosi per ogni tipo di necessità, e per Ricovero dei Vecchi rappresenta a buon titolo tutto il periodo che intercorre dal 1910 al 1934, anno della sua morte.